Ripercorrendo la storia industriale di Saronno si scoprono tanti interessanti episodi e vari personaggi famosi, alcuni dei quali con una rinomanza a livello nazionale o addirittura internazionale.

Sono uomini (e donne) che direttamente o indirettamente hanno incrociato la vita delle tante aziende saronnesi o semplicemente sono stati protagonisti di un episodio ad esse legato.

Il MILS ha voluto ricordare questi episodi e questi personaggi attraverso brevi racconti a cui il visitatore può accedere con il proprio smartphone dopo aver catturato l’immagine di un QR code.

Il tutto è stato realizzato con il cofinanziamento della Regione Lombardia.

Sono 10 storie, ciascuna di 5-7 minuti, corredate con immagini accompagnate da una voce narrante.

Altri racconti si aggiungeranno alla serie ……

Tra i personaggi incontriamo:

  • Umberto Legnani, il fondatore della LUS, che nel 1958 venne insignito della medaglia d’oro dell’Accademia di New York per il suo fattivo contributo allo sviluppo della penna stilografica e per aver registrato oltre 90 brevetti.
  • Domenico Mastini che collaborò con la FIMI Phonola e nel 1935  inventò il «radiotelefono automatico mobile», facendo intravedere la possibilità di un vero e proprio telefono portatile e anticipando di quasi 40 anni l’invenzione di quello che sarebbe stato il telefono cellulare.
  • I fratelli Livio, Pier Giacomo, Achille Castiglioni e Luigi Caccia Dominioni, designers e architetti di fama internazionale che collaborarono con la FIMI Phonola dal 1940 al 1960. Fra l’altro progettarono il modello Phonola 547 (1940), uno dei primi apparecchi radio in bachelite che rappresentò «un punto di svolta nella storia della progettazione industriale italiana».

  • I tanti personaggi illustri nella storia della CEMSA:

Nicola Romeo, ingegnere napoletano, che dopo aver acquisito nel 1915 l’ Alfa (Anonima Lombarda Fabrica Automobili) costituendo l’Alfa Romeo, nel 1918 insieme a una banca rilevò dalla “Maschinenfabrik” di Esslingen il capitale della Costruzioni Meccaniche di Saronno;

L’ingegnere ungherese Kalman Kaudò, pioniere della trazione elettrica ferroviaria in Europa; fu chiamato da Nicola Romeo e collaborò con la CEMSA agli inizi degli anni ’20; fu grazie a lui e all’opera dell’ ing. Pietro Balasso che l’azienda partecipò all’elettrificazione delle linee ferroviarie italiane, con la costruzione dei primi elettromotori.

Gianni Caproni che rilevò il pacchetto azionario della CEMSA nel 1936. Fu un pioniere dell’aviazione; il Presidente Roosevelt nel suo studio teneva le fotografie di Gianni Caproni e dei fratelli Orville e Wilbur Wright, da lui ritenuti i «creatori dell’aviazione mondiale a cui l’America rendeva onore».

L’ Ing. Antonio Fessia, «uno dei più prestigiosi progettisti d’auto del XX secolo», che in soli 18 mesi progettò la f11 della CEMSA introducendo brillanti innovazioni come la trazione anteriore;

Nuccio Bertone che della f11 curò il design.

L’americano Preston Tucker, un geniale costruttore e spericolato pilota, protagonista anche di un film del 1988 diretto da Francis Ford Coppola . Avrebbe dovuto esportare la f11 negli Stati Uniti e aveva stipulato un accordo con la CEMSA per l’acquisto di 3.500 vetture, ma non se ne fece nulla perché la sua azienda fallì.

  • Ernesto De Angeli e Giuseppe Frua, uomini tanto diversi fra loro ma accomunati da una reciproca stima e amicizia; oltre che per le capacità imprenditoriali si distinsero per aver promosso un nuovo modello di welfare aziendale. Entrambi furono accomunati dall’interesse per l’arte, che Giuseppe Frua trasmise anche ai suoi discendenti.
  • Il barone Luigi Parrilli che fu nel Consiglio di Amministrazione delle FIMI dal 1941 al 1951 e nel 1945 fu protagonista di uno degli episodi più intricati della Seconda Guerra Mondiale, l’Operazione Sunrise Operazione Aurora»), una «splendida storia di spionaggio e diplomazia segreta degli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale; meraviglia il fatto – osservò Sergio Romano sul Corriere della Sera del 21 Marzo 2015 – che non abbia meritato un film, se non addirittura una serie televisiva».

 

  •  Mario Lazzaroni, il «scior Mario», un instancabile lavoratore, attento ai problemi dei propri dipendenti, la sua «famiglia allargata», e protagonista anche di un episodio che durante l’ultima guerra mondiale permise di salvare la vita di undici giovani ebrei.
  • La «sciura Nina Biffi» vedova di Giuseppe Gianetti che per quasi dieci anni gestì la Gianetti Ruote e fu una persona particolarmente amata dai Saronnesi per la sua generosità e le tante iniziative a favore della comunità (il Museo Gianetti, la Fondazione Gianetti, la Casa di Riposo, l’asilo Gianetti, ecc.).

Ci sono poi tante storie curiose come quelle relative al tram a cavalli e a quello a vapore (il «gamba de legn»); ci sono le leggende sull’origine dell’amaretto biscotto e dell’amaretto liquore, la prima legata alla visita del cardinale di Milano al Santuario di Saronno alla fine del ‘700 e la seconda legata addirittura a Bernardino Luini.

Nelle storie delle aziende di Saronno si racconta anche del legame tra la Gianetti Ruote e la Harley Davidson, l’azienda americana che produceva la mitica motocicletta amata dai rider di tutto il mondo. Ci vengono in mente le immagini di Alberto Sordi nel film “Un americano a Roma” o le foto in moto di George Clooney, Max Pezzali, Vasco Rossi, Luciano Ligabue, Terence Hill e Max Pezzali. Ci piace pensare che in alcune delle Harley Davidson di questi famosi personaggi fosse montata una coppia di ruote prodotte dalla Gianetti a Ceriano Laghetto.

C’è poi la storia di Antonio Parma e del contenitore corazzato costruito per proteggere il Pallio d’Oro della Basilica di Sant’Ambrogio di Milano e si racconta anche dello stratagemma ideato da Mons. Nava, prevosto della Basilica, per evitare che l’altare fosse requisito dalle truppe napoleoniche e portato in Francia come tante altre opere d’arte.