Radiofonografo a valvole, supereterodina; Consolle

Radiofonografo a valvole Consolle
  • Appartenenza oggetto - Proprio
  • Categoria - collezione Wundercart
  • Categoria - collezione Wundercart
  • Inventario - 0895
  • Autore - Wundercart
  • Dimensioni - 34,5x60x39cm
  • Datazione - 1960-1962

Descrizione breve

Questo radiofonografo ha l'aspetto di un mobiletto in legno di forma trapezoidale, poggiante, dalla parte anteriore, su due piedi.
La parte superiore presenta uno sportello apribile all'interno del quale è inserito il giradischi.
Il giradischi è costituito da un piatto girevole ed un'asta rotante sulla quale è collocata la puntina.
Una rotella permette di selzeionare la velocità di rotazione del piatto per dischi a 33, 16, 45, 78 giri.
E' presente un adattatore in plastica per l'inserimento dei dischi a 45 giri. Sono inoltre presenti due dischi 45 giri.
Sulla parete frontale, inclinata per comodità d'uso, si trova invece l'apparecchio radio con tasti per la selezione delle modalità d'uso, due rotelle per l'accensione e la regolazione del volume e dei toni e per la sintonia delle frequenze e una scala di sintonia luminosa.
La scala di sintonia è inserita in un quadrante sul quale sono indicate le località, i metri (da 200 a 550 per le onde medie e da 20 a 50 per le onde corte), le frequenze per i canali FM da 86 a 104MHz.
I tasti per la selezione delle modalità d'uso prevedono: F (fonografo), OM, OC, FM, TV (ricezione canale audio televisivo).
Di fianco alla scala di sintonia si trovano l' indicatore visivo di sintonia "occhio magico" e una pulsantiera a tre tasti parzialmente rotti (commutatore di gamma).
Lateralmente sono inseriti tre altoparlanti circolari magnetodinamici, ricoperti da una rete in tessuto e da una griglia in plastica.
Dal retro fuoriescono il cavo elettrico per il collegamento alla rete, l'antenna AM e i connettori per l'antenna FM.
La parete posteriore è apribile e all'interno sono visibili le valvole, il circuito supereterodina, gli altoparlanti e il meccanismo di funzionamento del fonografo.

utilizzato per : Ascolto di programmi radiofonici attraverso la ricezione di frequenze radio ad onde medie e corte e su frequenze FM. Riproduzione di suoni incisi su dischi fonografici. Riproduzione di suoni preovenienti da canale TV.

 

Dopo gli studi con scopi strettamente scientifici di Maxwell e Hertz sulle onde elettromagnetiche e le onde radio in particolare, tra il 1864 e il 1888, furono molti i tentativi di applicare i risultati di queste scoperte ad apparecchi tecnologici.
Guglielmo Marconi e il russo Alexandr Stepanovich Popov, lavorando indipendentemente l'uno dall'altro, utilizzarono per primi le onde elettromagnetiche per stabilire comunicazioni via etere anche a grande distanza.
Nel 1896 Marconi presentò all'Ufficio Brevetti di Londra il suo sistema di Telegrafia senza fili (Wireless Telegraph), dandone pubblicamente la prima dimostrazione pratica.
Parallelamente, negli Stati Uniti Nikola Tesla riusciva a produrre correnti a radiofrequenza (1891).
Uno dei limiti dell'invenzione di Marconi risiedeva nel fatto che essa poteva veicolare soltanto impulsi adatti per il codice Morse e quindi inadatti per la trasmissione dei suoni.
Nel 1904 l'inglese Sir John Ambrose Fleming inventò la valvola termoionica (diodo a vuoto), che consentiva di amplificare i segnali e controllare la velocità di propagazione delle onde radio. Nel 1906 fu la volta dell'Audion (triodo a vuoto) a cura dell'americano Lee De Forest. Amplificando i segnali, le valvole permettevano di trasmettere voci e suoni. L'invenzione delle valvole rappresentò un progresso fondamentale nella tecnologia della radio. Rimarranno infatti i componenti elettronici principali fino agli anni '50 quando inizieranno ad essere sostituite dai transistor.
La prima trasmissione sperimentale di voce e musica mediante un microfono a granuli di carbone viene datata alla vigilia di Natale del 1906 ad opera di Reginald Aubrey Fessender, un professore d'ingegneria di origine canadese.
In Italia la prima radiotrasmissione in fonia (o in telefono senza fili) avvenne a Roma nel 1908.
L'epoca del "telegrafo senza fili" iniziava a lasciare il passo alla radiodiffusione.
Nel 1918 l'americano Edwin H. Armstrong brevettò la supereterodina (in realtà ideata da Lucien Levy l'anno precedente e di cui ne ottenne la paternità nel 1928), un circuito a conversione di frequenza, capace di ricevere e demodulare una vasta gamma di frequenze assicurando una ricezione priva di interferenze, crepitii e oscillazioni. L'idea era quella di convertire le frequenze ricevute ad una frequenza fissa chiamata frequenza intermedia alla quale operavano tutti i circuiti di filtraggio e demodulazione.
Nel 1919 nacque la prima stazione radio, con Frank Conrad che fondò a Pittsburg la KDKA. Nello stesso anno in Olanda nasceva la prima emittente europea che trasmetteva concerti di musica classica (e spot pubblicitari), ricevuti anche in Germania e Inghilterra.
I progressi dell'elettronica, in particolare il perfezionamento sia delle valvole sia dei circuiti, portano negli anni Trenta a un notevole sviluppo dei radioricevitori.
Le radio che iniziarono a popolare le case degli americani e degli europei negli anni '20 e '30, erano delle cassette in legno, spesso dall'estetica raffinata, con alcune manopole di comando montate all'esterno. Queste prime radio avevano valvole montate all'esterno, antenna esterna a telaio e altoparlante a tromba come quello dei grammofoni. La ricezione era però ancora distorta e non di qualità.
Lo sviluppo tecnologico portò a circuiti e valvole migliori e quindi ricezioni migliori, altoparlanti interni magnetodinamici o elettrodinamici, ricezioni non solo in modulazione di ampiezza ma anche di frequenza (1939).
Gli apparecchi di questi anni erano spesso accoppiati a giradischi contenuti in mobili in legno anche di fattura pregevole che diventavano parte integrante dell'arredamento dei salotti delle case.
L'invenzione del transistor nel 1947 a cura di un gruppo di ricerca dei Bell Laboratories (Stati Uniti) guidato da William Shockley, segnò ben presto la fine delle radio a valvole. Nel 1954 la società americana Regency produsse e commercializzò la prima radio completamente a transistor. Le nuove radio a transistor oltre a permettere dimensioni e pesi molto minori presentavano anche prestazioni molto più elevate.
Prezzo di listino del 1960-62 dell'apparecchio qui catalogato: Lire 87.000

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