Radioricevitore a transistor, portatile; Modello RT 7180 - Bilik

Radio a transistor RT 7180 Bilik
  • Appartenenza oggetto - Proprio
  • Categoria - collezione FIMI - Phonola
  • Categoria - collezione FIMI - Phonola
  • Inventario - 0947
  • Autore - FIMI; Altoparlante: Pioneer
  • Dimensioni - 15,8x11,8,5cm
  • Datazione - 1968-1972

Descrizione breve

Apparecchio radio portatile a transistor con mobile in resine antiurto di forma originale a V e possibilità di posizionamento multiplo (depositato).
La parte esterna è di colore arancione, quella interna bianca.
Nella parte inferiore sono inserite una rotella per l'accensione e la regolazione del volume e un commutatore per la selezione della frequenza AM ad onde medie desiderata.
Nella parte superiore è inserito l'altoparlante magnetodinamico.
La parte frontale bianca è estraibile dal resto della custodia per l'inserimento delle tre pile a stilo da 1,5V necessarie per il funzionamento.
All'interno è visibile il circuito a 7 transistors e 3 diodi a cristallo con un raddrizzatore a semiconduttore. Sempre all'interno sono inoltre visibili l'altoparlante, l'antenna incorporata costituita da un nucleo in ferrite ad alta permeabilità magnetica e un amplificatore.

 

Apparecchio per l'ascolto di programmi radiofonici attraverso la ricezione di frequenze radio ad onde medie a modulazione di ampiezza.
Gamma di frequenza da 520 a 1620 KHz

 

Il transistor nasce negli Stati Uniti alla fine del 1947. Frutto di una lunga ricerca condotta presso i Bell Laboratories da W. Shockley, J. Bardeen e W. Brattain, che per questo risultato guadagneranno il premio Nobel nel 1956. Il nome transistor (combinazione di TRANSconductance varISTOR) fu suggerito da un altro ingegnere dei Bell Labs. La teoria che sta alla base del funzionamento dei transistor è la teoria delle bande nei semiconduttori.
Dopo molti anni di radio a valvole di grandi dimensioni, nel novembre del 1954 venne commercializzato il primo apparecchio radio interamente a transistor: il "Regency TR-1" della I.D.E.A. (Industrial Development Engineering Associates) di Indianapolis con i transistor e agli altri componenti elettronici montati e saldati sulla piastrina di un circuito stampato in maniera automatizzata e custodia in plastica stmpata a caldo. Inizialmente i transistor costavano molto più delle valvole; inoltre, c'erano palesi limiti in riferimento all'essere adatto alle alte frequenze.
Il primo vero ricevitore tascabile, il modello Sony TR-63, fu prodotto nel marzo del 1957, in Giappone, con tutti componenti miniaturizzati.
Nel decennio che va dal 1955 al 1965 si assiste ad un veloce sviluppo tecnologico e commerciale della radio a transistor: dalle prime costose radio tascabili basate sui delicati e instabili transistor al germanio ed alimentate con pile speciali, fino alle prime radio a circuiti integrati, i multibanda AM/FM ed i complessi stereofonici con parecchi Watt di potenza d'uscita, equipaggiati con robusti transistor al silicio.
I due settori in cui le radio a transistor ebbero contemporaneamente successo furono le radio portatili e le autoradio. La ragione di ciò sta nella possibilità di adottare dimensioni molto minori e, soprattutto, le ridottissime richieste di energia: non era più necessario occuparsi del riscaldamento del catodo.
In dieci anni le radio a valvole vengono accantonate. I prezzi cominciarono a diminuire velocemente ma anche la qualità, facendo diventare le "radioline" oggetti di consumo quasi "usa e getta".
Anche le industrie radio italiane, con l'avvento del transistor, dalla fine degli anni 50 iniziarono a produrre apparecchi radio completamente a transistor di dimensioni per lo più da tavola ma anche di formato tascabile. Tra le varie aziende radio prime produttrici di radio completamente transistorizzate, sono da citare la G.B.C., la SNT, la VOXSON-FARET, la GELOSO, l'Allocchio-Bacchini, la Brionvega, la Condor, la C.G.E., la DBR, l'Europhon, la FIMI-Phonola e la Radiomarelli.
Questo radioricevitore, denominato Bilik, è stato progettato dal Reparto Ricerca e Sviluppo della FIMI S.p.A. e costruito nel suo stabilimento di Saronno.
Prezzo di vendita (1968) : Lire 12.000
Prezzo di vendita (1970) : Lire 13.500

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