Impastatrice per biscotti

Impastatrice per biscotti
  • Appartenenza oggetto - Altrui
  • Categoria - collezione Lazzaroni
  • Categoria - collezione Lazzaroni
  • Inventario - 1142
  • Autore - Werner e Pfleiderer
  • Dimensioni - 2,5x2x2,2m
  • Datazione - 1880-1918

Descrizione breve

La macchina è composta da un pesante telaio metallico, chiuso su 3 lati ,poggiante su due grosse nervature anteriori facenti un tutt'uno con la facciata e due montanti posteriori più snelli ma più alti.
All'interno un cassonetto metallico a forma cubica , aperto superiomente ma chiudibile con coperchio manovrabile da manovella e contrappeso ; il bordo anteriore-superiore è incernierato su un asse orizzontale , potendo ruotare attorno allo stesso .Il fondo interno del cassonetto è composto da due corpi semicilindrici all'interno dei quali possono ruotare due specie di pale a forma di Z allungata.I due montanti posteriori del telaio sono collegati da un albero orizzontale su cui sono calettate 3 ruote a carrucola attorno alle quali ruotano delle catene ad una cui estremità sono collegati contrappesi cilindrici pieni in ghisa.L'altra estremità di due è collegata al bordo inferiore-posteriore del cassonetto azionate da un motorino elettrico mentre la terza è collegata alla manovra del coperchio.
Un albero orizzontale, inserito sul bordo superiore della facciata , ha calettata sulla destra un grande ruota liscia sede di collegamento di una cinghia di trasmissione che riceve il moto da un sistema centralizzato,L'altra estremità dell'albero trasmette il movimento mediante ingranaggi agli alberi delle pale a z ruotanti dentro i due corpi semicilindrici del cassonetto.

La funzione della macchina è quella di preparare l'impasto definitivo con la pasta per biscotti proveniente da precedente lavorazione. Vengono aggiunti gli additivi particolari : farina, zucchero, tuorlo d'uovo, burro, acqua, più qualche altro segreto della casa. La particolare forma delle pale rotanti serve ad amalgamare ed omogeneizzare tutti gli ingredienti.

Il carico del cassonetto avviene manualmente e l'attacco del movimento avviene con la trasmissione a cinghia che trasmette il movimento alle pale.L'aggiunta degli additivi avviene gradualmente secondo le quantità e i tempi propri della casa di produzione.Ad impasto pronto ,tramite la manovella ,si solleva il coperchio ed azionando il motorino che muove il meccanismo a catene con i contrappesi si ribalta il cassonetto versando l'impasto in altro recipiente accostato alla macchina tramite un carrello mobile.L'impasto passa a successiva manipolazione.

 

Il sistema di impasto della macchina Werner era riconosciuto già dal 1880 come uno dei migliori in Europa ed era stato brevettato.Doveva rispondere ai seguenti requisiti fondamentali :
-maggior rendimento
-produrre una pasta ben lavorata ed omogenea
-possibilità di impastare grandi quantità di farina in un tempo relativamente breve
-lavorazione più pulita e rispondente alle esigenze dell'igiene
Nel corso del tempo la macchina ha subito migliorie sia nella resistenza delle strutture che nella modalità di impasto.Era stata brevettata infatti una nuova forma di paletta di mescola che non solo aumentava tale effetto ma richiedeva anche una minor forza motrice per il movimento. Oltre che impastare bene la pasta la macchina aveva anche la funzione di gramolarla,cioè omogeneizzarla in maniera assolutamente superiore a quella di macchine analoghe. Altra caratteristica è che la vasca aveva nella parte inferiore la forma di due mezzi cilindri tangenziali,in ciascuno dei quali agiva un'elica di forma speciale ed a velocità differente.Inoltre mediante un apposito attacco a frizione le eliche potevano girare nei due sensi e venire arrestate istantaneamente. Finito l'impasto la vasca poteva essere ribaltata su un apposito cassonetto posto al di sotto sia automaticamente che mediante un apparecchio a cricco.
Un catalogo del 1916 della Werner e Pfleiderer mostra ancora in produzione la nostra macchina con leggerissime varianti del 1915.

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